“Come sapete la parola yoga vuol dire “unione con il Divino“, ma yoga ha anche un altro significato che è “yukti”. Non è possibile tradurre la parola yukti in inglese in modo appropriato. Forse potremmo tradurla come trucco. Però il termine trucco è sempre riferito a qualcosa di strano, di negativo, invece il senso di yukti si riferisce alle tecniche. Ma la parola tecnica sottintende qualcosa di meccanico…Insomma non riesco a trovare una parola idonea per tradurre yukti. Possiamo dunque dire che significa conoscere la tecnica e i trucchi della tecnica. Dunque yukti è un altro significato della parola yoga, che vuol dire che anche se siete connessi con il Divino, se non conoscete i trucchi dell’unione è inutile, non riuscirete a trarre alcun vantaggio dalla vostra connessione.”
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Michelangelo, Cappella Sistina
Perchè quando commettiamo un errore e magari questo errore fa male a qualcuno, ci sentiamo in colpa? Che tipo di meccanismo scatta? Il sentirsi colpevoli può aiutare a non ripetere lo sbaglio? Per provare a capire questo particolare sentimento bisogna risalire pareccho indietro, ad Adamo ed Eva credo, visto che il senso di colpa nasce con il primo peccato ed è patrimonio esclusivo della cultura occidentale (che fortuna ehh?).
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Genera e nutri,
genera senza possedere,
nutri senza creare dipendenza,
guida senza dominare.
Questa è la virtù profonda.
Favore e disgrazia sono da temere.
Cosa significa: “Favore e disgrazia sono da temere” ? Il favore è cosa alta la disgrazia è cosa bassa. Imbattersi in questa è cosa spaventosa, perdere quello è cosa spaventosa.
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Ho voluto tradurre liberamente questo bellissimo post per mostrare la saggezza di una grandissima persona, Charlie Chaplin, il cui messaggio era totalmente Sahaj, illuminato e spontaneo.
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Sono ormai alcuni anni che ho la possibilità e la fortuna di assorbire e gioire della cultura indiana, ma in India ancora non c’ero riuscita ad andare prima dello scorso dicembre. Le aspettative erano tantissime, i racconti degli amici tutti diversi; trovo che viaggiare sia poi particolarmente bello non tanto per i posti quanto per le persone che incontri. Sei disposto ad aprirti al nuovo, ad assorbire le qualità degli altri mentre la distanza ti rende capace di guardare i vizi del tuo Paese, che spesso sono anche i tuoi! Comunque con mio marito abbiamo preso contatto con dei ragazzi indiani per avere un punto di riferimento al nostro arrivo e non sentirci troppo spaesati. Continua a leggere
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C’è qualcosa di caoticamente completo in Sé
nato prima del cielo e della terra.
Silenzioso e senza forma,
autonomamente esistente e immutabile,
pervade ogni cosa e non si esaurisce.
Può essere considerato la Madre del mondo.
Non conoscendone il mondo lo chiamo “Tao”.
Se devo definirlo in qualche modo, lo dico “grande”.
Essere grande significa “partire”.
Partire significa “andare lontano”.
Andare lontano significa “ritornare”.
Il Tao è grande, il cielo è grande, la terra è grande e l’essere umano è grande. Nel mondo ci sono quattro cose grandi e l’essere umano è una di esse.
L’essere umano segue la via della terra, la terra segua la via del cielo, il cielo segue la via del Tao e il Tao segue la propria via.
Il Tao è costantemente non attivo, eppure non lascia niente di incompiuto.
Il ritorno è il movimento del Tao e la debolezza è il metodo del Tao.
L’inizio dell’universo, quando si è manifestato, può essere considerato come sua Madre.
Quando un uomo ha trovato la Madre, di conseguenza conoscerà il figlio.
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In un precedente post Silvana ha mirabilmente spiegato come questo ormai conosciutissimo segno rappresenti il suono emesso dall’energia onnipervadente, Colei che ha creato il mondo, e come un riflesso di Essa si trovi in ogni essere umano con il nome di Kundalini, energia residuale che permette di riconnetterci con la sua fonte cosmica, dando vita allo stato di yoga. Perché però l’Om ha quest’immagine?
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Credo che l’ignoranza sia mancanza di conoscenza, così come il buio sia nero senza luce. Ma quale può essere considerata una fonte davvero illuminante?
Alcuni si accontentano del pacchetto proveniente dall’esperienza dei familiari, quindi dei loro insegnamenti, oppure del sentito dire, di quel poco che hanno sperimentato di persona, eleggendo poi tutto a verità universale. Altri si impegnano di più, sentono la necessità di rispondere a mille domande, ma quale può essere una ricerca fruttuosa? Continua a leggere
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Forse ne avrete già sentito parlare: bastano tre monete qualsiasi, si stabilisce che uno dei due lati vale tre e l’altro due. Dopodichè si mette l’attenzione su di una questione, una situazione di cui vorremo conoscere gli sviluppi o su cui nutriamo dei dubbi, non sappiamo come comportarci; dunque poniamo una domanda a questo libro, pozzo di tutta la saggezza cinese, e tiriamo per sei volte le monete. Ogni volta sommeremo i punti usciti che vanno da sei a nove; ogni tipo di punteggio (6, 7, 8, 9) rappresenta una linea di diversa natura, yin o yang, la combinazione delle sei linee dà vita ad un esagramma a cui corrisponde un’immagine arricchita e spiegata da una serie di commenti.




